Del caratteristico paesaggio salentino, maestose sono le costruzioni trulliformi, testimonianza significativa di quando la nostra campagna pullulava di contadini operosi.
Sono stati utilizzati come ripari temporanei o giornalieri da tali contadini che, con molti sacrifici, hanno strappato alla terra avara il necessario per vivere insieme alle loro famiglie; pertanto queste costruzioni sono le più sacre testimonianze della civiltà contadina.
Le paiare si presentano a forma piramidale o quadrata, a forma tronco-conica o tronco-piramidale, singoli o a coppia, isolati al centro delle unità particellari o sistemati sui confini per non togliere spazio alle colture.
Ci sono veri e propri fiumi sotterranei, che percorrono le vene carsiche della nostra penisola ionica: là dove quasi affiorano alla superficie, hanno offerto l’acqua all’uomo e al lavoro dell’uomo per millenni.
Parlare dei pozzi salentini significa parlare innanzitutto della campagna del Salento.
Campagna arida, sitibonda, anche se i livelli delle precipitazioni – come li chiamano i meteorologi – non sono da deserto africano. In realtà, il carsismo ha condizionato lavoro, colture, comportamenti dell’uomo, forse come in nessun’altra area – sia pure carsica – della penisola italiana.
Le case a corte sono presenti nell’area del Mediterraneo, soprattutto in Grecia.
I segni della tipologia edilizia “a corte” si trovano a Creta. Erano originariamente le costruzioni povere, tipiche della civiltà contadina, risultato della evoluzione della capanna con cortile antistante.
Questo tipo di architettura ebbe diffusione nel Salento quando ancora non si poteva distinguere in modo univoco il centro urbano dalla periferia. Erano costruite tenendo conto unicamente delle esigenze legate alla coltivazione dei terreni e non facendo riferimento alla presenza di un agglomerato urbano.
Il Santuario di Montevergine è situato su una collinetta, appena fuori Palmariggi. L”origine della devozione e la fabbricazione del tempio fa riferimento all”apparizione della Vergine ad un pastorello nel 1595.
Di fronte al Santuario c’è un basamento alto 35 metri e accoglie una statua della Madonna alta 5 metri.

GRANDI in Primitivo direttamente dal Consorzio Produttori Vini Maestri in Primitivo.
Vino rosso prodotto in una vasta area della zona provincia di Taranto (il territorio di Taranto e gran parte dei suoi comuni ad est del capoluogo) e in 3 comuni della provincia di Brindisi: Erchie, Oria e Torre Santa Susanna. Si ottiene da uve del vitigno Primitivo e come recita il DPR del 30/10/1974, che ne riconosce la sua DOC, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore rosso tendente al violaceo ed all’arancione con l’invecchiamento, aroma leggero caratteristico, sapore gradevole, pieno, armonico, tendente al vellutato con l’invecchiamento.
Del Primitivo di Manduria è prodotto dal solo vitigno “primitivo” e sono previste le seguenti preparazioni:
Rosso: colore violaceo, sapore pieno e gradevole che diventa vellutato col tempo, gradazione minima 14°; si abbina ad arrosti di carni rosse, grigliate di carni, pastasciutte al ragù, zuppe corpose e selvaggina, formaggi stagionati. Si beve in un tulipano panciuto alla temperatura di 18/22°.
Dolce naturale, liquoroso dolce naturale e liquoroso secco, sono tre preparazioni consigliate per il fine pasto, su dolci a base di frutta, dessert, torte e pasticcini. Hanno rispettivamente una gradazione minima di 16°, 17,5° e 18° e vantano un invecchiamento di almeno due anni. Per il bicchiere ci si deve servire di uno da dessert.
p.zza Stazione – MAGLIE
Martedì – Giovedì – Sabato dalle 16.00 alle 20.00 TEL: 3891880467 – 3331906446